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Revisioni

Sia per disposizione dell’Inail (revisione attiva) che su richiesta del lavoratore (revisione passiva) possono essere effettuate visite mediche di revisione della rendita.
Lo scopo è quello di adeguare la misura della rendita alle eventuali variazioni intervenute nel tempo sul grado di inabilità del soggetto colpito dall’infortunio o dalla malattia professionale, in senso peggiorativo o migliorativo.

I termini entro i quali si presume che i cambiamenti intervenuti nelle condizioni fisiche dell'assicurato possano essere riconducibili a danni precedentemente subiti per infortunio o malattia professionale sono:

  • 10 anni per l'infortunio;
  • 15 anni per la malattia professionale.

È importante sottolineare che tali termini non sono né di prescrizione né di decadenza. Sul piano sostanziale, essi servono a delimitare l’arco temporale entro il quale assumono rilevanza le modificazioni delle condizioni fisiche dell’assicurato dovute a infortunio sul lavoro o malattia professionale e incidenti sull’attitudine al lavoro. Oltre il termine finale (10 o 15 anni), infatti, si presume che i postumi dell’infortunio o della malattia professionale siano definitivamente stabilizzati. Pertanto, in base a tale principio, la domanda di revisione si può presentare  anche oltre il decennio e il quindicennio dalla costituzione della rendita per infortunio o per malattia professionale, purché l’aggravamento o il miglioramento siano intervenuti entro tali termini.

La possibilità di chiedere (revisione passiva) o di disporre (revisione attiva) l’ultima revisione - al 10° anno in caso di infortunio e al 15° anno in caso di malattia professionale - è soggetta al termine di decadenza di 1 anno. Dunque la domanda di revisione può essere presentata entro 11 anni (10+1) dalla data di decorrenza della rendita (o dalla data dell’evento se non costituita la rendita) nei casi d’infortunio oppure entro 16 anni (15+1) dalla data di manifestazione (coincidente con la data di decorrenza della rendita e se non costituita con la data dell’evento) della malattia professionale.

La revisione della rendita per eventi verificatisi prima del 25 luglio 2000

Nel caso dell’infortunio, la revisione può aversi solo per variazioni  nello stato di salute intervenute entro 10 anni dalla data di decorrenza della rendita. Le visite mediche di revisione possono essere effettuate solo a determinate scadenze nell’arco dei 10 anni.

Il regime delle revisioni delle rendite da infortunio
Nei primi 4 anni dalla data di decorrenza della renditaPrima revisioneDopo almeno 1 anno dalla data dell’infortunio e almeno 6 mesi dalla data di decorrenza della rendita.
Successive revisioniA distanza di almeno 1 anno dalla precedente (dunque possono essere al massimo 3)
Trascorsi i primi 4 anni dalla data di decorrenza della renditaPossibili altre 2 revisioniAlla scadenza del 7° anno dalla data di decorrenza della rendita.
Alla scadenza del 10° anno dalla decorrenza della rendita.

Non sono ammesse revisioni intermedie alle scadenze sopra esposte, per cui un aggravamento dei postumi che si verifichi ad esempio all’8° anno, non può essere riconosciuto se non alla fine del 10° anno, a meno che non si possa dimostrare che detto aggravamento era già presente al 7° anno e che a tale scadenza non venne espletata la revisione.

Nel caso della malattia professionale, la revisione può aversi solo per variazioni dello stato di salute intervenute entro 15 anni dalla data di decorrenza della rendita. Le visite mediche di revisione possono essere effettuate solo a determinate scadenze nell’arco dei 15 anni.

Il regime delle revisioni delle rendite da malattia professionale
Prima revisioneDopo almeno 6 mesi dalla data di cessazione dell’inabilità temporanea.
Qualora non vi sia stato un periodo di inabilità temporanea, dopo almeno 1 anno dalla data di manifestazione della malattia.
Successive revisioniPossono essere richieste solo a distanza di almeno 1 anno dalla precedente.
Ultima revisioneTrascorso il 15° anno dalla data di decorrenza della rendita.

È importante sottolineare che il danno risultante dall’ultima revisione (effettuata allo scadere del 15° anno dalla data di decorrenza della rendita) si considera “cristallizzato” e quindi, a tutti gli effetti, immodificabile.

Il regime delle revisioni delle rendite da silicosi e asbestosi
Prima revisioneDopo 1 anno dalla data di manifestazione della malattia professionale o dopo almeno 6 mesi dalla data di decorrenza della rendita qualora vi fosse un periodo di inabilità temporanea assoluta.
Successive revisioniPossono essere richieste o disposte a distanza di almeno 1 anno dalla precedente e senza limiti di tempo. In caso di complicanze a carattere tisiogeno evolutivo, le revisioni possono aver luogo anche con cadenza differente da quella annuale.
Ultima revisioneSenza limiti di tempo.

Qualora le condizioni dell’assicurato, cui è stato riscontrato un danno inferiore all’11% o senza postumi, dovessero aggravarsi in conseguenza dell’infortunio o della malattia professionale in misura da raggiungere l’indennizzabilità, è possibile richiedere la liquidazione della rendita per aggravamento. La data da cui far decorrere i termini per il riconoscimento della rendita (10 anni per infortunio e 15 anni per malattia professionale) dovrà essere la data dell’infortunio o quella denuncia della malattia. Una volta costituita la rendita (liquidata per la prima volta), cominceranno a decorrere gli ordinari termini revisionali.

La revisione della rendita per eventi verificatisi dal 25 luglio 2000

Qualora siano stati riconosciuti danni con postumi pari o superiori al 16%, l’assicurato o l’Inail possono richiedere la revisione della rendita per inabilità permanente. In tali casi, la revisione di rendita da infortunio o malattia professionale segue la stessa disciplina e gli stessi termini revisionali previsti dal T.U. 1124/65.

Fanno eccezione le revisioni dei danni riconosciuti per malattia neoplastica, o di origine infettiva o parassitaria, silicosi o asbestosi, la cui domanda di aggravamento potrà essere presentata anche oltre i termini revisionali con scadenze quinquennali.

Il regime delle revisioni delle rendite da malattie neoplastiche e parassitarie (art. 13 D. Lgs. 38/00)
Prima revisioneDopo 1 anno dalla data di manifestazione della malattia professionale o dopo almeno 6 mesi dalla data di decorrenza della rendita qualora vi fosse un periodo di inabilità temporanea assoluta.
Successive revisioniPossono essere richieste o disposte a distanza di almeno 1 anno dalla precedente.
Ultima revisioneSenza limiti di tempo (esclusivamente ai fini del riconoscimento della rendita) ma, a non meno di 5 anni dalla precedente.

E’ possibile, per l’assicurato, richiedere la revisione dei danni (da infortunio o da malattia professionale) verificatisi successivamente al 24 luglio 2000 che hanno causato:

  • Postumi pari o superiori al 6% e inferiori al 16% che abbiano dato luogo al riconoscimento del diritto all’indennizzo in capitale;
  • Postumi inferiori al 6% che non abbiano dato luogo ad indennizzo.

In tali casi, la revisione (o meglio l'aggravamento) può avvenire solo su richiesta dell’interessato e quindi non su richiesta dell’Inail.
La revisione dell’indennizzo in capitale già corrisposto può essere riconosciuta, una sola volta nell’arco dei 10 anni per gli infortuni e dei 15 anni per le malattie professionali. A tale riguardo, è importante che l’assicurato si avvalga di un’accurata consulenza medico legale al fine di poter fare richiesta di revisione nel momento di massimo aggravamento del danno.

Per i casi con punteggio tra il 6% e il 16% già indennizzati in capitale è possibile ottenere:

  • l’adeguamento dell’indennizzo in capitale già concesso, se la menomazione si è aggravata ma non ha raggiunto un grado indennizzabile in rendita (pari o superiore al 16%);
  • la costituzione della rendita, se la menomazione si è aggravata ed ha raggiunto un grado indennizzabile in rendita.

Per menomazioni inferiori al 6%, e quindi non indennizzate, l’assicurato ha diritto a richiedere:

  • l’indennizzo in capitale per danno biologico, se la menomazione si è aggravata nel tempo raggiungendo o superando il grado del 6% senza arrivare a un grado indennizzabile in rendita (pari o superiore al 16%);
  • la liquidazione della rendita per danno biologico e danno patrimoniale, se la menomazione si è aggravata fino a raggiungere postumi di grado pari o superiore al 16%.

La revisione della rendita unica

Qualora il lavoratore risulti portatore di menomazione determinata da più eventi invalidanti (siano essi infortuni o malattie professionali), l’Inail procede alla costituzione della c.d. rendita unica, in base alla valutazione complessiva e globale dei danni subiti.
Ai fini della costituzione della rendita unica, i postumi dei singoli eventi lesivi perdono autonoma rilevanza e, pertanto, devono essere valutati tutti sulla base di un giudizio medico-legale di sintesi, avuto riguardo al complessivo pregiudizio arrecato all’integrità psicofisica del soggetto. La valutazione complessiva e globale dei danni subiti è data da un giudizio di sintesi che tiene conto del risultato inabilitante scaturito dall’influenza reciproca tra i postumi dei singoli eventi che compongono la rendita unica (e non dalla semplice somma aritmetica delle diverse percentuali di danno subite).

La rendita unica rappresenta una nuova entità. Pertanto, dalla data di costituzione della stessa inizia il decorso di un nuovo periodo di revisionabilità dei postumi globalmente considerati. I termini revisionali, dunque, seguono una diversa scadenza temporale a seconda che la rendita si riferisca all’unificazione di soli infortuni, di sole malattie professionali oppure che sia il frutto di eventi misti (infortuni e malattie professionali).

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