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Prestazioni economiche Inail

La percentuale che dà diritto al riconoscimento della rendita varia in base al fatto che il danno subìto (per infortunio o malattia professionale) sia ricollegabile a eventi accaduti prima o dopo il 25 luglio 2000.

Pertanto, è possibile distinguere tra:

  • eventi accaduti prima del 25 luglio 2000, in relazione ai quali il grado minimo di menomazione per il riconoscimento del diritto alla rendita è fissato all’11%;
  • eventi accaduti dal 25 luglio 2000 in poi, in relazione ai quali il grado minimo di menomazione per il riconoscimento del diritto alla rendita è fissato al 16%. Mentre per i danni con postumi pari o superiori al 6% e inferiori al 16% è previsto il risarcimento tramite indennizzo in capitale (indennizzo una tantum).
    I due regimi costituiscono due sistemi normativi autonomi e separati. Essi coesistono fino a esaurimento dei casi ricadenti nel precedente sistema.

Eventi accaduti prima del 25 luglio 2000

RENDITA PER INABILITÀ PERMANENTE
Se a seguito dell'infortunio o della malattia professionale sussistono postumi permanenti superiori al 10%, il lavoratore ha diritto a ricevere una rendita calcolata, entro certi minimali e massimali, sulla retribuzione dell'anno precedente alla data dell’evento traumatico.

La rendita è maggiorata di 1/20 (5%) per:

  • il coniuge (uomo o donna);
  • i figli a carico minori, studenti o inabili.

I titolari di rendita per le menomazioni, previste in una apposita tabella, ricevono un assegno di accompagnamento.


REVISIONE DELLA RENDITA
Nel caso in cui si sia verificato un aggravamento delle condizioni fisiche del lavoratore menomato, a seguito dell'infortunio o della malattia professionale, può essere inoltrata domanda di aggravamento. Alla richiesta dovrà essere allegato un certificato medico, prodotto a seguito di una visita di revisione della rendita.

Per i casi di infortunio l’ultima revisione della rendita può essere effettuata entro 1 anno dalla scadenza del decennio (purché l’aggravamento richiesto sia avvenuto entro lo scadere dei 10 anni). Nell’arco del decennio è possibile inoltrare 6 richieste di revisione dalla data di decorrenza della rendita: 4 revisioni nell’arco dei primi 4 anni, 1 allo scadere del 7° anno, 1 allo scadere del 10° anno. L'ultima revisione deve essere effettuata entro 1  anno dalla scadenza del decennio.

Per i casi di malattia professionale la revisione della rendita può essere effettuata entro 1 anno dalla scadenza del quindicennio dalla decorrenza della rendita, nell’arco del quale le revisioni possono avere luogo di anno in anno. L’ultima revisione deve essere effettuata entro 1 anno dalla scadenza del quindicennio.

Qualora si tratti di silicosi o asbestosi, le revisioni possono avere luogo di anno in anno senza alcun limite di tempo massimo.


LIQUIDAZIONE IN CAPITALE
Trascorso il tempo massimo per le revisioni, il titolare di rendita dall'11% al 15% riceve, a estinzione di ogni diritto, una somma pari al valore capitale residuo dell'ulteriore rendita spettante.

Eventi successivi al 24 luglio 2000

INDENNIZZO IN CAPITALE DEL DANNO BIOLOGICO
L'indennizzo avviene in capitale per i danni valutati tra il 6% e il 15% e viene determinato in misura fissa secondo un’apposita tabella così detta di “indennizzo danno biologico" che tiene conto del sesso, del grado di menomazione e della fascia d'età.

INDENNIZZO IN RENDITA
Per i danni valutati in misura pari o superiore al 16% viene erogata una rendita vitalizia.

La rendita è costituita da due quote:

  • la prima, relativa al danno biologico, è determinata secondo un’ apposita tabella che tiene conto dei diversi gradi percentuali di menomazione (a differenza dell’indennizzo la quota prevista per la rendita non tiene conto del sesso e dell’età dell’interessato);
  • la seconda, relativa al danno patrimoniale, è calcolata sulla base della retribuzione percepita dal lavoratore nell’anno precedente al giorno dell’evento, del grado di menomazione e del corrispondente coefficiente stabilito secondo l'apposita tabella. Tale quota viene incrementata del 5% per ogni familiare a carico.

La revisione dell'indennizzo in rendita avviene secondo le modalità previste per i casi precedenti al 25 luglio 2000 (link alla relativa scheda).

RIVALUTAZIONE STRAORDINARIA DEL DANNO BIOLOGICO
Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, ha rivalutato in via straordinaria (vedi D.M. 27 marzo 2009) per gli anni 2008 e 2009, gli importi del danno biologico (il concetto di danno biologico è stato introdotto dal D.lgs. 38/2000 come la lesione all'integrità psicofisica, suscettibile di valutazione medico legale, della persona. Le prestazioni per il ristoro del danno biologico sono determinate in misura indipendente dalla capacità di produzione del reddito del danneggiato). L'aumento riconosciuto è pari all’8,68% e si applica a decorrere dal 1° gennaio 2008 agli indennizzi in capitale e ai ratei di rendita maturati e liquidati da tale data in poi. La rivalutazione, poiché di natura straordinaria, non sostituisce le tabelle in vigore per tutti i casi fino al 31 dicembre 2007.

REVISIONE DELL'INDENNIZZO IN CAPITALE
L'adeguamento dell’indennizzo in capitale può essere richiesto solo dall’interessato e può essere riconosciuto una sola volta in senso migliorativo nell’arco dei 10 anni dall'infortunio e 15 anni dalla malattia professionale, secondo le scadenze revisionali previste dal “Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”. Sia per i casi precedenti che successivi al 25 luglio 2000, la domanda per l'effettuazione dell'ultima revisione deve essere presentata entro 1 anno, pena la decadenza, dalla scadenza, rispettivamente, del decennio per l’infortunio o del quindicennio per la malattia professionale.

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