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Tumore alla vescica per esposizione professionale. Il “killer silenzioso” dei paesi industrializzati

05-10-2016

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, la più alta incidenza del tumore alla vescica si verifica nei paesi industrializzati e, nonostante sia particolarmente frequente negli uomini, negli ultimi anni si riscontrano casi anche tra le lavoratrici del settore chimico industriale.
E’ stato questo uno dei temi affrontati nel convegno tenutosi lo scorso 23 settembre presso l’ospedale Molinette di Torino.
Il triste primato della regione più colpita spetta al Piemonte dove - con 20.577 pazienti in cura e 550 morti l’anno -, questa patologia ha addirittura un'incidenza del 15% superiore al resto d'Italia.
Gli studi epidemiologici hanno dimostrato che il cancro della vescica è uno tra i più comuni tumori di origine occupazionale, la cui causa principale è da ricercarsi nell’esposizione professionale dei lavoratori impiegati soprattutto nell’industria della gomma e in quella petrolchimica.
Responsabili del tumore sono, in particolare, le sostanze chimiche - soprattutto idrocarburi derivati dal benzene e amine aromatiche - utilizzate come coloranti per la produzione della gomma e degli pneumatici, sprigionate durante l’estrazione della pece dal catrame grezzo o derivate dalle lavorazioni del petrolio e del bitume.
Tuttavia, anche tra i lavoratori del settore tessile e tra parrucchieri, imbianchini e pittori edili è alto il rischio di insorgenza del tumore alla vescica a causa dell’uso frequente di vernici, solventi, tinture e colorazioni per capelli contenenti sostanze tossiche.
Questo tipo di neoplasia si manifesta dopo parecchi anni di prolungata esposizione e colpisce maggiormente lavoratori ed ex lavoratori tra i 60 e i 70 anni.

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