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Sanità: il burn out tra stress e malattia professionale

23-11-2015

Medici italiani sempre più stressati. La paura di commettere errori, i turni a volte massacranti, il timore di essere licenziati possono risultare fardelli troppo pesanti da sopportare soprattutto per coloro che, non sapendo a chi rivolgersi, rischiano di precipitare nel “buco nero” della depressione.

E' l'ultima fotografia dei medici italiani colpiti da sindrome da burn out - una patologia catalogabile dentro l’alveo complessivo delle malattie da stress lavoro correlato -  che, se non curata, può portare anche a soluzioni estreme.

Il fenomeno riguarda in Italia il 30% dei medici over 50, praticamente 1 su 3. 
A farne le spese sono soprattutto anestesisti, chirurghi, ginecologi e medici del pronto soccorso, in maggioranza uomini (nell'80% dei casi), molti dei quali lavorano più di 60 ore a settimana, contravvenendo alla direttiva europea che dispone che non si superino le 48 ore di lavoro con riposi, tra un turno e l’altro, di almeno 11 ore.

Ma il sovraccarico non è solo di fatica: c’è quello emotivo e, sempre di più, c’è il peso della burocrazia, della cattiva gestione del lavoro, della scarsa retribuzione, della mancanza di spazi e tempi istituzionali per la propria crescita professionale, delle difficoltà di rapporto con i colleghi.

La sindrome da burn out si riconosce facilmente poiché si manifesta con una stanchezza fisica ed emotiva più o meno intensa, accompagnata da un abbassamento della soglia di interesse e di piacere per la vita personale e lavorativa. Tutti segnali che devono mettere in guardia sul livello di stress che l’organismo e la mente umana non riescono a tollerare.            

Svariate sono le forme depressive che colpiscono i medici e che si manifestano con rabbia, irritabilità e disturbi del sonno. Le conseguenze di questo quadro clinico si riflettono sull'attività medica e possono compromettere anche il rapporto con il paziente.

Un medico stressato, infatti, non solo è meno disponibile al dialogo, ma rischia più facilmente di commettere errori, anche fatali.       

Occorre quindi richiamare l’attenzione sull’importanza fondamentale della prevenzione e della terapia per i medici e gli operatori sanitari colpiti dalla sindrome del burn out, che rappresenta senz’altro una malattia di origine professionale che non riguarda solo chi ne è affetto, ma interessa l’intera organizzazione lavorativa e gli utenti della comunità oltre che il singolo individuo.

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