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Morti sul lavoro: escalation già da inizio anno

05-11-2015

Il numero di morti sul lavoro è, purtroppo, in aumento. Già nei primi 8 mesi del 2015, l'indice di mortalità è tornato a crescere attestandosi di nuovo a ridosso dei 3,5 decessi ogni 100.000 occupati, nettamente al di sopra della media europea. Da gennaio ad agosto di quest’anno sono state inoltrate all’Inail 752 denunce di infortuni mortali, contro le 652 dello stesso periodo del 2014, con un aumento pari al 15,3% del numero delle “morti bianche”.  

Le denunce di infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro sono 546, con una crescita dell’11,6% rispetto al 2014, ma è tra gli infortuni in itinere che si registra l’incremento più preoccupante, con un aumento del 26,4% rispetto all’anno scorso.

In cima alla triste classifica delle regioni dove si verifica il maggior numero di morti sul lavoro, resta la Lombardia, con 84 vittime, seguita dalla Toscana, dal Veneto, dalla Campania e dal Lazio.

E’ in Umbria, però, che si registra il dato peggiore: la regione è al primo posto in Italia per incidenza sul numero di occupati (22,3 infortuni mortali ogni milione di occupati, contro una media nazionale di 9,9 eventi).

Il 30,7% dei morti sui luoghi di lavoro ha un'età compresa tra i 55 e i 64 anni; il 32,5 % degli eventi si verifica nel comparto agricolo (la caduta dal trattore resta l’incidente più frequente), il 22,5 % invece in quello industriale, seguono poi, il settore edile e manifatturiero, il trasporto, il commercio e la riparazione di autoveicoli e motocicli.

Le donne che hanno perso la vita nei primi 8 mesi dell'anno in occasione di lavoro sono state 28 e il numero degli stranieri deceduti sul lavoro si attesta a 88, pari al 16,1% del totale.

Analizzando le modalità con cui si verificano gli infortuni mortali, è possibile rilevare che la maggioranza degli eventi non è dovuta a tragiche fatalità, ma è piuttosto la conseguenza di un inadeguato livello di diffusione della cultura della sicurezza, che non tiene conto di una corretta progettazione del lavoro (per esempio, in merito alla scelta delle attrezzature e dei dispositivi di protezione idonei) e trascura completamente la preventiva predisposizione delle misure necessarie a salvaguardare la sicurezza dei lavoratori.

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