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Ernia al disco: in arrivo più tutele

07-04-2015

È stata riconosciuta l’origine professionale, cioè la causa lavorativa, dell’ernia discale lombare per vibrazioni trasmesse al corpo intero per attività di guida di automezzi pesanti e conduzione di mezzi meccanici.  Infatti, un decreto del giugno 2014 - con il quale sono state rese note le nuove liste delle malattie per cui vige l’obbligo di denuncia da parte di ogni medico che abbia anche solo il sospetto della presenza di una patologia professionale – ha reso noto il “passaggio” dalla Lista II  (malattie la cui origine professionale è giudicata  “di limitata probabilità”) alla Lista I (malattie la cui origine professionale è giudicata  “di elevata probabilità”) dell’ernia discale lombare per le lavorazioni e i rischi appena descritti.

L’inserimento dell’ernia discale lombare nella Lista I renderà più semplice conseguire il riconoscimento della natura professionale di tale patologia; infatti, dal punto di vista assicurativo, le malattie comprese nella Lista I vengono trattate alla stregua delle “malattie professionali tabellate”, cioè quelle patologie per le quali vige il principio della cosiddetta “presunzione legale d’origine”.

La diversa classificazione dell’ernia discale lombare, con l’attribuzione di un differente grado di probabilità dell’origine lavorativa rispetto al passato, fa sì che il passaggio da una limitata probabilità della Lista II, ad una elevata probabilità della Lista I, determini anche l’inversione dell’onere della prova a carico del lavoratore. Infatti, quest’ultimo non è più tenuto a dimostrare che la malattia sofferta è stata causata dal lavoro poiché sarà l’Inail a dover dimostrare il contrario. Ciò implica una maggior garanzia e, quindi tutela, per l’assicurato stesso.

La nuova formulazione dell’elenco delle malattie professionali per le quali vige l’obbligo di denuncia comporta l’estensione della presunzione d’origine lavorativa della malattia anche a tipologie di soggetti (autisti di bus e camion pesanti) che prima non rientravano, se non indirettamente e con ampie riserve, tra i lavoratori tutelati che potevano avvalersi del vantaggio della presunzione giuridica del nesso causale tra patologia sofferta e lavoro.

Tra le professioni maggiormente interessate - cioè colpite da ernia discale lombare e che beneficeranno dell’innovazione introdotta dalla Lista I – ci sono quelle dei conducenti di veicoli addetti al trasporto pubblico, dei veicoli industriali e dei mezzi meccanici in genere.

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